Andrea28k - sabato 28 gennaio 2012

Articolo numero due sull'appassionante libro "Avanti tutta" di Simone Perotti.
Capitolo Dopo il downshifting. Scoperte (buone e cattive)
Cambiare vita libera tempo, risorse, occasioni. Non c'è più (quasi) nulla che si deve fare. Molto, invece, che si può fare. [...] Quel può è soggetto alle stesse regole, ha gli stessi vincoli, costa lo stesso prezzo di prima. Il fatto che non non facessimo una serie di cose (quando no potevamo) non era dovuto solo alla mancanza di tempo, all'inserimento nell'ingranaggio ecc. Anche a quei vincoli, certo, ma soprattutto alle nostre debolezze, alla nostra mancanza di metodo, alla nostra non focalizzazione. A volte (diciamolo) alle nostre mediocrità.
[...] se uno non leggeva prima ("perchè come fai a leggere se la sera sei stanco dopo una giornata di lavoro?"), non leggerà neppure dopo. Se uno era stresato prima, è facile che lo sia anche dopo [...].
Se uno non aveva tempo nè voglia di dedicarsi ad amici, parenti, compagne non ne avrà neppure dopo [...]. Se uno era nervoso probabilmente non lo era soltanto perché si sentiva preda dell'ingranaggio, ma perché non ha autocontrollo.
[...]
Quello che ci capita non è (quasi) mai dovuto a un vincolo esterno, e tanto meno a una fatalità. E' la proiezione della nostra immagine sul fogli, è il nostro ritratto. E se vogliamo cambiare qul ritratto non basterà prendercela con il Sistema, non sarà sufficiente smettere di lavorare, smettere di guadagnare soldi per comprare beni inutili.
Etichette: Adesso Basta, Avanti Tutta, cultura, downshifting, Simone Perotti
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