Andrea28k - lunedì 5 ottobre 2009
Col coltello puntato alla gola l'Irlanda ha detto SI. Sinceramente non riesco ad immaginare altro quando penso al risultato del referendum sul Trattato di Lisbona (leggi Costituzione Europea), bocciato nel giugno 2008 ed approvato pochi giorni fa.
Già ripetere un referendum a meno d'un anno e mezzo di distanza è irrispettoso della volontà dei cittadini, se poi si aggiunge lo sfruttamento ad opera dell'UE della profonda crisi economica, il quadro diventa veramente triste e non posso non immaginarmi l'irlandese (capelli rossi e lentiggini) col coltellaccio puntato alla gola.
Per capirci, quando si parla di sfruttamento della crisi ci si riferisce alla campagna di diffusione di paura ad opera della Commissione Europea, che ha inviato i propri funzionari in tutte le scuole irlandesi per tessere le lodi il Trattato e che ha approfittato dell'ansia per la crisi economica attuale, affermando che un "no" peggiorerebbe la catastrofe. Peccato che a provocare la crisi siano state anche le politiche neo-liberiste tanto care alla Commissione Europea e tanto curate nel Trattato di Lisbona.
Quando si parla di crisi economica e neo-liberismo si finisce molto spesso a discutere di banche, che creano ed alimentano sistemi corrotti e corruttibili, che godono di trattamenti di favore rarissimi e che, a prescindere dall'andamento dell'economia, riescono comuneque a "farsi sentire". Ed ecco che in Irlanda "i fautori del sì godevano di dieci volte i finanziamenti di quelli del no, grazie alla perversa campagna stampa del governo ed al sostegno di grosse imprese e delle banche, che possono elargire prebende solo perché il governo ha assicurato loro un pacchetto di salvataggio di 54 miliardi di Euro."
La manovra va avanti da tempo, gia dal 22 febbraio 2008 alla Camera di Commercio Americana in Irlanda il nuovo presidente Paul Rellis, ricordava a una platea di imprenditori quanto sarebbe stata catastrofica la non ratifica del Trattato di Lisbona, ecco alcune "velate" minaccie:
"Non è una questione di ciò che potremmo ottenere con l'approvazione del Trattato, (...) è quello che abbiamo da perdere."
"Anche una leggera flessione negli investimenti interni, potrebbe significare guai terribili per la nostra economia, e non possiamo permettere che questo accada."
"Questa è una scelta importante: tra l'attuale prosperità e il lento declino. Io so cosa dovremmo scegliere".
Per descrivere la storia ed i contenuti del Trattato, approfitto dell'articolo di Paolo Barnard.
STORIA
1. 2001, nell’anonima cittadina belga di Laeken, viene scritta la Costituzione Europea. Fu fatto, sotto la supervisione dell’ex presidente francese Valéry Giscard D’Estaing e con la figura in evidenza del nostro Giuliano Amato
2. 2005, francesi e olandesi bocciano la Costituzione in due referendum, accusando i burocrati europei di aver redatto un testo scandalosamente ignorante dei temi sociali e altrettanto parziale a favore dei grandi interessi economici: con quella Costituzione, gli Stati Uniti d’Europa sarebbero diventati il parco giochi dei falchi miliardari e terra dolente per le persone comuni
3. 2007, ventisette capi di governo europei si riuniscono a Lisbona e decidono: ci si riprova, ma stavolta col cavolo che permetteremo ai cittadini di esprimere un parere. Nasce così il Trattato di Lisbona, scritto in segreto, firmato in segreto, segreto nei contenuti che sono praticamente impossibili da leggere.
CONTENUTI
Il Trattato non è una Costituzione europea, ma ne mantiene esattamente tutti i poteri. Esso non è neppure un trattato in sé, visto che nella realtà si tratta di una colossale mole di modifiche apportate ai due trattati fondamentali della UE, che sono: il Trattato dell’Unione Europea (TEU) e il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFEU). Ad essi viene aggiunto il Trattato di Nizza del 2003.
(...)
In totale si sta parlando di 329 pagine di diversi e disconnessi emendamenti apportati a 17 concordati e che vanno inseriti nel posto giusto all’interno di 2800 pagine di leggi europee. (...) Valéry Giscard D’Estaing in una dichiarazione del 27 ottobre 2007, raccolta dalla stampa europea: “Il Trattato è uguale alla Costituzione bocciata. Solo il formato è differente, per evitare i referendum”. (...) Il Trattato crea le basi legali per la nascita di un grande Stato unico europeo con poteri sovranazionali a tutto campo, cioè con leggi che saranno superiori a qualsiasi legge degli Stati membri.
(...)
Il Trattato sottolinea il ruolo subordinato dei Parlamenti nazionali nella nuova Europa, dove essi dovranno fare gli interessi dell’Unione prima che i propri (Art. 8c, TEU). Nel Consiglio Europeo, che sarà la sede della presidenza del nuovo super Stato, i partecipanti di ciascuna nazione dovranno rappresentare l’Unione presso gli Stati membri, piuttosto che rappresentare gli Stati membri presso l’Unione come accade ora. Essi poi, dovranno “interpretare e applicare le loro leggi nazionali in conformità con quelle dell’Unione”
(...)
Il potere legislativo del nuovo super Stato sarà ad esclusivo appannaggio della Commissione Europea che proporrà le leggi, ma che non è direttamente eletta da noi, e del Consiglio dei Ministri che voterà le leggi, neppure esso direttamente eletto dai cittadini. (...) La Commissione Europea non direttamente eletta diverrà potentissima. Il Trattato, inoltre, darà alla Commissione un elevato potere di legiferare per decreto, e le sue decisioni saranno persino vincolanti sulle Costituzioni dei Paesi membri.
(...)
In campo internazionale il Trattato creerà uno Stato superiore agli Stati membri esattamente come gli Stati Uniti sono superiori ai singoli Stati americani. Esso avrà il potere di firmare accordi internazionali con altri Paesi del mondo, e questi accordi saranno vincolanti su ogni Paese membro anche se i suoi parlamentari sono contrari, e avranno precedenza sulle sue leggi. Avrà il potere di entrare in guerra come Europa e senza l’autorizzazione dell’ONU, lasciando ai singoli Stati il solo potere di “astenersi costruttivamente” (che significa poi collaborazionismo).
(...)
Uno dei motivi per cui i francesi e gli olandesi bocciarono la Costituzione europea nel 2005, fu che essa magnificava i diritti del business lasciando le briciole ai diritti dei cittadini. Essa sanciva con forza il principio economico della “libera concorrenza senza distorsioni”, ovvero privatizzazioni piratesche, speculazioni selvagge nel commercio, precarizzazione galoppante del lavoro e dei diritti di chi lavora, tagli elefantiaci alle nostre tutele sociali e poi… ipocrisia sfacciata, la notoria regola del ‘capitalismo per i poveri e socialismo per i ricchi’ (...). Sul diritto di sciopero si prevede un assoluto divieto se esso ostacola “il libero movimento dei servizi”.
(...)
In tema di salute, il Trattato ha in serbo un pericolo non minore: il capitolo sui diritti del paziente è inserito fra le regole del Mercato Interno, e non in quelle dedicate alla sanità. Innanzi tutto questo significa che per decidere sui diritti di noi ammalati (perché lo saremo tutti nella vita) sarà necessaria solo la maggioranza qualificata dei voti e non l’unanimità, ma soprattutto spaventa trovarsi da ammalati nell’ambito del Mercato.
(...)
Se uno Stato membro deciderà di offrire un trattamento di favore ai propri cittadini in certi aspetti del vivere comune, potrà essere sanzionato. Se deciderà di aumentare l’occupazione pubblica a spese dello Stato per superare una crisi occupazionale (alla New Deal di Roosevelt) sarà sanzionato. La Banca Centrale Europea (BCE) ha il potere di imporre a tutti la stabilità dei prezzi a scapito della piena occupazione.
(...)
Il Trattato non prevede alcun meccanismo per ridistribuire la ricchezza fra i cittadini ricchi e quelli in difficoltà all’interno dell’Unione; non prevede una politica comune in tema fiscale, salariale e sociale. Non prevede infatti alcun metodo per finanziare il già misero Capitolo Sociale del nuovo super Stato europeo, poiché fra le migliaia di articoli pensati con oculatezza, guarda caso manca proprio quello che armonizzi le politiche fiscali/monetarie/economiche con quelle sociali.
E' tardi e devo concludere.
Mi viene in mente l'argomento di questi ultimi mesi nelle prime pagine dei giornali, nei servizi di tg programmi informativi, nelle discussioni animate tra persone intelligenti, nei siti di controinformazione: Berlusconi e le sue prostitute.
FONTI:
http://www.movisol.org/09news180.htm
http://www.amcham.ie/article.cfm?idarticle=508
http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=139
Già ripetere un referendum a meno d'un anno e mezzo di distanza è irrispettoso della volontà dei cittadini, se poi si aggiunge lo sfruttamento ad opera dell'UE della profonda crisi economica, il quadro diventa veramente triste e non posso non immaginarmi l'irlandese (capelli rossi e lentiggini) col coltellaccio puntato alla gola.
Per capirci, quando si parla di sfruttamento della crisi ci si riferisce alla campagna di diffusione di paura ad opera della Commissione Europea, che ha inviato i propri funzionari in tutte le scuole irlandesi per tessere le lodi il Trattato e che ha approfittato dell'ansia per la crisi economica attuale, affermando che un "no" peggiorerebbe la catastrofe. Peccato che a provocare la crisi siano state anche le politiche neo-liberiste tanto care alla Commissione Europea e tanto curate nel Trattato di Lisbona.
Quando si parla di crisi economica e neo-liberismo si finisce molto spesso a discutere di banche, che creano ed alimentano sistemi corrotti e corruttibili, che godono di trattamenti di favore rarissimi e che, a prescindere dall'andamento dell'economia, riescono comuneque a "farsi sentire". Ed ecco che in Irlanda "i fautori del sì godevano di dieci volte i finanziamenti di quelli del no, grazie alla perversa campagna stampa del governo ed al sostegno di grosse imprese e delle banche, che possono elargire prebende solo perché il governo ha assicurato loro un pacchetto di salvataggio di 54 miliardi di Euro."
La manovra va avanti da tempo, gia dal 22 febbraio 2008 alla Camera di Commercio Americana in Irlanda il nuovo presidente Paul Rellis, ricordava a una platea di imprenditori quanto sarebbe stata catastrofica la non ratifica del Trattato di Lisbona, ecco alcune "velate" minaccie:
"Non è una questione di ciò che potremmo ottenere con l'approvazione del Trattato, (...) è quello che abbiamo da perdere."
"Anche una leggera flessione negli investimenti interni, potrebbe significare guai terribili per la nostra economia, e non possiamo permettere che questo accada."
"Questa è una scelta importante: tra l'attuale prosperità e il lento declino. Io so cosa dovremmo scegliere".
Per descrivere la storia ed i contenuti del Trattato, approfitto dell'articolo di Paolo Barnard.
STORIA
1. 2001, nell’anonima cittadina belga di Laeken, viene scritta la Costituzione Europea. Fu fatto, sotto la supervisione dell’ex presidente francese Valéry Giscard D’Estaing e con la figura in evidenza del nostro Giuliano Amato
2. 2005, francesi e olandesi bocciano la Costituzione in due referendum, accusando i burocrati europei di aver redatto un testo scandalosamente ignorante dei temi sociali e altrettanto parziale a favore dei grandi interessi economici: con quella Costituzione, gli Stati Uniti d’Europa sarebbero diventati il parco giochi dei falchi miliardari e terra dolente per le persone comuni
3. 2007, ventisette capi di governo europei si riuniscono a Lisbona e decidono: ci si riprova, ma stavolta col cavolo che permetteremo ai cittadini di esprimere un parere. Nasce così il Trattato di Lisbona, scritto in segreto, firmato in segreto, segreto nei contenuti che sono praticamente impossibili da leggere.
CONTENUTI
Il Trattato non è una Costituzione europea, ma ne mantiene esattamente tutti i poteri. Esso non è neppure un trattato in sé, visto che nella realtà si tratta di una colossale mole di modifiche apportate ai due trattati fondamentali della UE, che sono: il Trattato dell’Unione Europea (TEU) e il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFEU). Ad essi viene aggiunto il Trattato di Nizza del 2003.
(...)
In totale si sta parlando di 329 pagine di diversi e disconnessi emendamenti apportati a 17 concordati e che vanno inseriti nel posto giusto all’interno di 2800 pagine di leggi europee. (...) Valéry Giscard D’Estaing in una dichiarazione del 27 ottobre 2007, raccolta dalla stampa europea: “Il Trattato è uguale alla Costituzione bocciata. Solo il formato è differente, per evitare i referendum”. (...) Il Trattato crea le basi legali per la nascita di un grande Stato unico europeo con poteri sovranazionali a tutto campo, cioè con leggi che saranno superiori a qualsiasi legge degli Stati membri.
(...)
Il Trattato sottolinea il ruolo subordinato dei Parlamenti nazionali nella nuova Europa, dove essi dovranno fare gli interessi dell’Unione prima che i propri (Art. 8c, TEU). Nel Consiglio Europeo, che sarà la sede della presidenza del nuovo super Stato, i partecipanti di ciascuna nazione dovranno rappresentare l’Unione presso gli Stati membri, piuttosto che rappresentare gli Stati membri presso l’Unione come accade ora. Essi poi, dovranno “interpretare e applicare le loro leggi nazionali in conformità con quelle dell’Unione”
(...)
Il potere legislativo del nuovo super Stato sarà ad esclusivo appannaggio della Commissione Europea che proporrà le leggi, ma che non è direttamente eletta da noi, e del Consiglio dei Ministri che voterà le leggi, neppure esso direttamente eletto dai cittadini. (...) La Commissione Europea non direttamente eletta diverrà potentissima. Il Trattato, inoltre, darà alla Commissione un elevato potere di legiferare per decreto, e le sue decisioni saranno persino vincolanti sulle Costituzioni dei Paesi membri.
(...)
In campo internazionale il Trattato creerà uno Stato superiore agli Stati membri esattamente come gli Stati Uniti sono superiori ai singoli Stati americani. Esso avrà il potere di firmare accordi internazionali con altri Paesi del mondo, e questi accordi saranno vincolanti su ogni Paese membro anche se i suoi parlamentari sono contrari, e avranno precedenza sulle sue leggi. Avrà il potere di entrare in guerra come Europa e senza l’autorizzazione dell’ONU, lasciando ai singoli Stati il solo potere di “astenersi costruttivamente” (che significa poi collaborazionismo).
(...)
Uno dei motivi per cui i francesi e gli olandesi bocciarono la Costituzione europea nel 2005, fu che essa magnificava i diritti del business lasciando le briciole ai diritti dei cittadini. Essa sanciva con forza il principio economico della “libera concorrenza senza distorsioni”, ovvero privatizzazioni piratesche, speculazioni selvagge nel commercio, precarizzazione galoppante del lavoro e dei diritti di chi lavora, tagli elefantiaci alle nostre tutele sociali e poi… ipocrisia sfacciata, la notoria regola del ‘capitalismo per i poveri e socialismo per i ricchi’ (...). Sul diritto di sciopero si prevede un assoluto divieto se esso ostacola “il libero movimento dei servizi”.
(...)
In tema di salute, il Trattato ha in serbo un pericolo non minore: il capitolo sui diritti del paziente è inserito fra le regole del Mercato Interno, e non in quelle dedicate alla sanità. Innanzi tutto questo significa che per decidere sui diritti di noi ammalati (perché lo saremo tutti nella vita) sarà necessaria solo la maggioranza qualificata dei voti e non l’unanimità, ma soprattutto spaventa trovarsi da ammalati nell’ambito del Mercato.
(...)
Se uno Stato membro deciderà di offrire un trattamento di favore ai propri cittadini in certi aspetti del vivere comune, potrà essere sanzionato. Se deciderà di aumentare l’occupazione pubblica a spese dello Stato per superare una crisi occupazionale (alla New Deal di Roosevelt) sarà sanzionato. La Banca Centrale Europea (BCE) ha il potere di imporre a tutti la stabilità dei prezzi a scapito della piena occupazione.
(...)
Il Trattato non prevede alcun meccanismo per ridistribuire la ricchezza fra i cittadini ricchi e quelli in difficoltà all’interno dell’Unione; non prevede una politica comune in tema fiscale, salariale e sociale. Non prevede infatti alcun metodo per finanziare il già misero Capitolo Sociale del nuovo super Stato europeo, poiché fra le migliaia di articoli pensati con oculatezza, guarda caso manca proprio quello che armonizzi le politiche fiscali/monetarie/economiche con quelle sociali.
E' tardi e devo concludere.
Mi viene in mente l'argomento di questi ultimi mesi nelle prime pagine dei giornali, nei servizi di tg programmi informativi, nelle discussioni animate tra persone intelligenti, nei siti di controinformazione: Berlusconi e le sue prostitute.
FONTI:
http://www.movisol.org/09news180.htm
http://www.amcham.ie/article.cfm?idarticle=508
http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=139
Etichette: banche, Irlanda, Silvio Berlusconi, sovranità, superstato, Trattato di Lisbona, Unione Europea
2 COMMENTI:
Una presa in giro vergognosa far ripetere il referendum fino all' approvazione del si. La questione non è se essere europeisti o meno, ma quale europa si vuole costruire e, per gli attuali burocrati del ricatto, a quano pare, l' europa o te la predi così o te le facciamo prendere noi per forza ( magari facendo anche 10 referendum).
Oggi anche la Polonia ha ratificato, manca solo la Repubblica Ceca. Io non sono pessimista nei confronti del Trattato, perchè nonostante qualche elemento decisamente negativo, i vantaggi che avremo saranno enormi, se non indispensabili: una voce unica in politica estera, una politica economica piu uniforme e regole condivise, maggior collaborazione fra le polizie, indebolimento del potere di ricatto dei governi nazionali.
