Andrea28k - lunedì 4 maggio 2009
Oggi ho letto un commento/articolo di una certa Dott.ressa Rosella Graziani di L'Aquila, che contestava in modo puntuale il decreto legge 39, quello che contiene gli interventi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto.
Vengono fatte contestazioni alle modalità di risarcimento per le prime case distrutte, per verificarle mi son letto i punti incriminati del decreto (art. 3 lettere a, b, c, d, e) e le sezioni della "relazione tecnica", in cui si trovano cifre e dettagli.
L'art.3 lettera A definisce il risarcimento degli immobili danneggiati: "concessione di contributi, anche con le modalità del credito di imposta, e di finanziamenti agevolati, garantiti dallo Stato". La corrispondente sezione della relazione tecnica ipotizza un credito d'imposta per ogni prima casa di 150.000 euro, da recuperare in 20 anni.
In sostanza non viene detto niente di chiaro e non contestabile. I contributi concessi sono ANCHE(???) crediti d'imposta (azzeramento delle tasse da pagare) per 20 anni e sono finanziamenti agevolati. La somma IPOTIZZATA(???) per ogni casa è di 150.000 euro SOLO per il credito d'imposta, ma non si sa a quanto ammontino i finanziamenti agevolati.
La conclusione a cui mi sento di arrivare è una: il decreto non è insufficiente come dice Rosella Graziani, è fatto malissimo nella forma e nella sostanza, in modo da poterlo interpretare e manipolare nel significato a proprio piacimento.
Per quanto riguarda la lettera C mi sento pienamente d'accordo con quanto detto dalla dottoressa aquilana: in caso di prima casa distrutta gravata da un mutuo, la Società Fintecna si accollerà il mutuo, ma diverrà proprietaria di quel che resta dell’immobile (calcinacci, terreno edificabile e volume concesso dal piano regolatore). Se però il mutuo supera il contributo riconosciuto (forse gli ipotizzati 150.000 euro?), la conseguenza sarà che il cittadino dovrà continuare a pagare la parte residua del mutuo, nonostante la proprietà sarà ormai della Fintecna.
Nella lettera D, sempre dell'articolo 3, ci ricordano che gli aquilani saranno esenti dalle tasse relative al finanziamento, al credito d'imposta ed ai rapporti con fintecna ed altre banche, ma dovranno comunque pagare l'IVA di ogni singolo mattone.
P.S.: la relazione tecnica non è disponibile come documento digitale ma solo come immagine, probabilmente la scansione di una fotocopia, si vede nel PDF qui sotto.
FONTE DECRETO: http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/09039d.htm
FONTE RELAZIONE TECNICA: http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00412796.pdf
FONTE ARTICOLO GRAZIANI: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=56831&sez=HOME_MAIL
Vengono fatte contestazioni alle modalità di risarcimento per le prime case distrutte, per verificarle mi son letto i punti incriminati del decreto (art. 3 lettere a, b, c, d, e) e le sezioni della "relazione tecnica", in cui si trovano cifre e dettagli.
L'art.3 lettera A definisce il risarcimento degli immobili danneggiati: "concessione di contributi, anche con le modalità del credito di imposta, e di finanziamenti agevolati, garantiti dallo Stato". La corrispondente sezione della relazione tecnica ipotizza un credito d'imposta per ogni prima casa di 150.000 euro, da recuperare in 20 anni.
In sostanza non viene detto niente di chiaro e non contestabile. I contributi concessi sono ANCHE(???) crediti d'imposta (azzeramento delle tasse da pagare) per 20 anni e sono finanziamenti agevolati. La somma IPOTIZZATA(???) per ogni casa è di 150.000 euro SOLO per il credito d'imposta, ma non si sa a quanto ammontino i finanziamenti agevolati.
La conclusione a cui mi sento di arrivare è una: il decreto non è insufficiente come dice Rosella Graziani, è fatto malissimo nella forma e nella sostanza, in modo da poterlo interpretare e manipolare nel significato a proprio piacimento.
Per quanto riguarda la lettera C mi sento pienamente d'accordo con quanto detto dalla dottoressa aquilana: in caso di prima casa distrutta gravata da un mutuo, la Società Fintecna si accollerà il mutuo, ma diverrà proprietaria di quel che resta dell’immobile (calcinacci, terreno edificabile e volume concesso dal piano regolatore). Se però il mutuo supera il contributo riconosciuto (forse gli ipotizzati 150.000 euro?), la conseguenza sarà che il cittadino dovrà continuare a pagare la parte residua del mutuo, nonostante la proprietà sarà ormai della Fintecna.
Nella lettera D, sempre dell'articolo 3, ci ricordano che gli aquilani saranno esenti dalle tasse relative al finanziamento, al credito d'imposta ed ai rapporti con fintecna ed altre banche, ma dovranno comunque pagare l'IVA di ogni singolo mattone.
P.S.: la relazione tecnica non è disponibile come documento digitale ma solo come immagine, probabilmente la scansione di una fotocopia, si vede nel PDF qui sotto.
FONTE DECRETO: http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/09039d.htm
FONTE RELAZIONE TECNICA: http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00412796.pdf
FONTE ARTICOLO GRAZIANI: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=56831&sez=HOME_MAIL
Etichette: banche, bugie, decreto, edilizia, L'Aquila, Silvio Berlusconi, terremoto
3 COMMENTI:
- 05 maggio 2009 09:30, -
A settembre saranno consegnate le prime case.. poi si potranno spegnere le telecamere..
- 05 maggio 2009 11:07, -
Ma forse forse c'entra qualcosa che si saranno le elezioni a breve ???? Nooooooo sicuramente.... la solita Italia dove ad un disastro si risponde con altri disastri !
